Il vero crimine? Tutto questo si poteva evitare.
Ma non è successo. Troppe aziende di ad tech hanno scelto la scala a scapito della sicurezza, l'opacità invece della trasparenza e il profitto a danno della decenza umana di base.
KYC: uno standard in ogni settore, tranne nell'ad tech
Nei settori bancario, finanziario e assicurativo, le norme Know Your Customer (KYC) impongono agli istituti di verificare ogni cliente prima di trasferire anche un solo centesimo. Non è un'opzione. È la legge, perché le conseguenze del trasferimento di denaro a criminali, terroristi o truffatori sono catastrofiche.
E nell'ad tech?
Miliardi di dollari pubblicitari transitano attraverso reti opache e non verificate, in cui nessuno sa, o si preoccupa di verificare, chi ci sia dall'altra parte.
I siti web possono:
- Nascondere la proprietà
- Consentire il caricamento anonimo di contenuti
- Trarre profitto dai ricavi pubblicitari senza alcuna verifica
Se una banca operasse in questo modo, verrebbe chiusa dall'oggi al domani.
In C Wire ci assumiamo la responsabilità e non cerchiamo scuse
Applichiamo standard simili al KYC a ogni fase della supply chain pubblicitaria. La responsabilità non è una funzionalità accessoria: è una necessità.
- Conosciamo ogni venditore di annunci. Nessun dominio o sottodominio misterioso. Nessun intermediario anonimo.
- Attiviamo manualmente ogni dominio e sottodominio: nulla è automatico e ogni sito viene verificato.
- Verifichiamo i siti e indicizziamo ogni URL prima di erogare anche un solo annuncio. Il contesto conta e garantiamo che ogni placement sia sicuro.
- Indicizziamo, verifichiamo e comprendiamo ogni pagina affinché gli inserzionisti sappiano esattamente dove vengono visualizzati i loro annunci, fino al livello di URL e Ad Unit.
È tempo di una responsabilità radicale
L'unico motivo per cui i contenuti dannosi ricevono fondi pubblicitari è che il settore lo consente. È il momento di fermarsi.
